• di

Periodo storico della Belle Epoque

Tecnologia: i trasporti nel periodo della Belle Epoque

Arte: movimenti artistici della Belle Epoque

Educazione fisica: Giochi olimpici

Letteratura italiana: Giovanni Verga

Musica: i compositori veristi Inglese: New York: a city of Immigrants

Geografia: gli Stati Uniti d’America

Francese: la Basilica del Sacro Cuore

Spagnolo

Inglese

Scienze: apparato circolatorio

Belle Epoque, analisi storica –

Approfondimento storico 1 Belle Epoque, periodo storico – Approfondimento storico 2 Belle Epoque, definizione storica – Approfondimento storico 3 Belle Epoque, storia –

Approfondimento storico 4 Belle Epoque, descrizione –

Approfondimento storico 5 Belle Epoque, spiegazione –

Approfondimento storico 6 Belle Epoque e catena di montaggio

La tesina presenta il periodo storico, artistico e culturale della Belle Époque, che si sviluppa in Europa nel periodo compreso tra la fine del 1800 e l’inizio della Prima guerra mondiale. L’espressione “Belle Époque” (l’epoca bella o i bei tempi) è nata in Francia alla fine della Grande Guerra per indicare, in contrapposizione agli orrori della stessa, la straordinaria stagione di progresso e di prosperità vissuta dagli europei dal 1880 al 1914. Il nome evoca non solo una realtà storica, ma anche un sentimento di nostalgia per un passato grandioso e straordinario. Questo periodo è contrassegnato da un’intensa espansione economica, da numerose scoperte che segnano notevoli cambiamenti nella vita di tutti i giorni: l’illuminazione elettrica, la radio, il cinema, il primo volo e le prime automobili. La Belle époque evoca la vita brillante nelle grandi capitali europee, a Parigi il quartiere di Montmartre si caratterizza per i numerosi locali di Cabaret come “le Folies Bergere” e il “Moulin Rouge” dove si balla il “Can Can”.   Il clima di spensieratezza di ottimismo e di fiducia nel progresso, favorisce la ripresa della crescita industriale ed economica che coinvolge anche le classi meno abbienti. Si creano nuove occupazioni nel campo impiegatizio e dei servizi, anche le donne iniziano ad accedere al mondo del lavoro, come giornaliste, scrittrici, insegnanti, medici, e scienziate. Un importante movimento femminista chiamato suffragette con a capo Emiline Pankhurst rivendica il diritto di voto delle donne. Il miglioramento delle condizioni di vita e le scoperte in campo medico fanno registrare un aumento della popolazione. Alla crescita demografica segue un aumento della produzione industriale e del commercio mondiale: Quasi il 90% dei capitali investiti nel mondo provengono dall’Europa. La rete ferroviaria si estende a dismisura, il treno Orient-Express nato nel 1883, collega Parigi a Costantinopoli (l’attuale Istanbul). Si costruiscono gallerie che mettono in comunicazione paesi vicini divisi da alte catene montuose: Italia-Svizzera e Francia-Austria che si collegano attraverso i trafori del Gottardo, del Sempione e del Fréjus. La costruzione di enormi e sfarzosi transatlantici costituisce il lato più grandioso di quest’epoca tecnologicamente avanzata, ma ancora legata a certi sentimenti romantici e utopistici. L’affondamento del Titanic, la nave più suntuosa del mondo, avvenuto dal 1912 è considerato il più bel sogno infranto della Belle Époque. Le automobili, prima costruite artigianalmente ad un prezzo elevato, con la produzione in serie introdotta negli USA da Henry Ford, diventano meno costose e quindi accessibili a più persone. In fabbrica, la nuova organizzazione ideata dall’ Americano Taylor, prevede la catena di montaggio, ossia la suddivisione del lavoro in varie operazioni: a ciascuna di esse è assegnato un operaio che svolge il suo lavoro in modo ripetitivo e meccanico. L’incremento della produzione permette un aumento dei salari, a seguito del quale larghe fasce della popolazione accrescono i loro consumi favorendo la nascita di nuove industrie. Gli anni della Belle Époque rappresentano un periodo di progresso, benessere e pace; gli abitanti delle città scoprono il piacere di uscire, di incontrarsi nei caffè, di assistere a spettacoli teatrali. Le vie e le strade cittadine sono piene di colori, manifesti pubblicitari, eleganti magazzini con vetrine piene di merce di ogni tipo. Le uscite serali sono rallegrate anche dalle prime proiezioni cinematografiche realizzate in Francia dai fratelli Lumière. Guglielmo Marconi sviluppa l’utilizzo del radiotelegrafo introdotto con successo sul mercato ed impiegato anche sulle navi. Nonostante l’epoca della Belle Époque fosse caratterizzata da invenzioni scientifiche-tecnologiche, benessere e divertimento non mancano dei punti negativi. Lo sviluppo dell’industria consente di raggiungere incredibili livelli di produzione industriale, ma provoca anche acute tensioni sociali. Migliaia di contadini abbandonano le campagne e si riversano nelle città, per lavorare nelle fabbriche e avere la certezza di un salario fisso. Nasce una nuova classe sociale, il proletariato, sulla cui fatica e miseria la borghesia costruisce le proprie fortune. Le innovazioni e le scoperte della Belle Époque sono accessibili solo alle persone più ricche. La pace nasconde tensioni insolute pronte ad esplodere con violenza causate dalla concezione imperialistica che le potenze europee calano nella politica estera.

Scenario storico.

All’inizio del XX secolo, la Francia, la Svizzera e la Repubblica di San Marino sono le uniche nazioni europee ad avere una forma di governo repubblicano. L’Inghilterra, durante il regno della regina Vittoria e del suo successore Edoardo II, vive un lungo periodo di prosperità e riesce a costruire un vasto Impero coloniale. La Germania, con il cancelliere Otto Bismarck, si assicura una nuova posizione in Europa tramite l’alleanza con l’impero austro-ungarico e l’Italia, uniti nella triplice intesa (1882), la decisione del kaiser Guglielmo II, salito al trono nel 1888, di non rinnovare il trattato con l’impero Russo, favorisce un graduale riavvicinamento diplomatico tra Francia e Russia, le quali, insieme all’Inghilterra, formano la triplice intesa in contrapposizione alla Triplice Alleanza. La politica espansionistica della Germania preoccupa sia l’Inghilterra che la Francia la quale culla un forte desiderio di rivincita (detto revanscismo) verso i tedeschi, poiché in seguito alla guerra franco prussiana aveva dovuto cedere alla Germania l’Alsazia e la Lorena.

L’impero austro-ungarico, monarchia degli Asburgo, alla fine del XIX secolo, è fortemente minato da conflitti nazionali politici ed ideologici, dovuti all’unificazione dell’impero austriaco con quello ungherese.

In Russia il riformismo iniziato dai Romanov con Nicola primo presenta una politica Timida e contraddittoria. L’uccisione dello zar Alessandro II, nel marzo del 1881, indica la gravità dei problemi politici e sociali. Per rivendicare i propri diritti i contadini e gli operai si organizzano in assemblee, i soviet, i borghesi manifestano il proprio dissenso alla monarchia e ai proprietari terrieri e chiedono un maggior coinvolgimento politico. Dopo la strage dei manifestanti del 22 gennaio 1905, lo zar Nicola II comprende la necessità di qualche cambiamento, concede una Costituzione e l’istituzione di un parlamento (Duma) con funzione consultiva.

In Italia la monarchia dei Savoia non riesce a controllare le forti tensioni sociali che culminano con l’assassinio a Monza del Re Umberto I.                                                                                                                                            Nel 1903 il nuovo re Vittorio Emanuele III affida l’incarico di Primo Ministro a Giovanni Giolitti, che inizia una politica riformista con lo scopo di trovare soluzioni pacifiche alle tensioni sociali che affliggono il paese. Nell’età giolittiana l’Italia vive la prima rilevante trasformazione industriale, ma rimane ancora un paese prevalentemente agricolo, con una divergenza netta tra il nord progressista e il sud dove dilagano povertà e analfabetismo. Giolitti tenta di affrontare la questione meridionale ma con scarsi risultati. Quando, nel 1911, torna alla guida del paese, introduce il suffragio universale maschile e riprende l’iniziativa coloniale con la conquista della Libia che lui stesso definisce uno scatolone di sabbia.

Le rivendicazioni europee sui territori africani avvenuti tra il 1880 e l’inizio della Prima Guerra Mondiale, caratterizza il periodo denominato nuovo imperialismo, che provoca la nascita degli stati coloniali. La conquista dei territori ricchi di risorse, la necessità di non perdere vantaggi rispetto alle altre nazioni, muovono la Gran Bretagna all’occupazione dell’Egitto, il Belgio del re Leopoldo II, all’invasione del Congo. È un periodo di vera e propria spartizione dell’Africa ad opera di Francia e Gran Bretagna e, in misura minore, della Germania, Portogallo, Italia, Belgio, Spagna e Paesi Bassi.

Nel periodo in cui l’Europa vive la “belle époque”, l’Africa diventa terra di conquista.

La Francia occupa la Tunisia, l’Algeria e buona parte dell’Africa occidentale.

L’Inghilterra, il Sudan, l’Uganda e la Rodesia.

Il Portogallo si impadronisce dell’Angola, Guinea e Mozambico.

La Germania del Togo del Camerun e parte dell’Africa Orientale.

L’Italia mira alla Somalia, Eritrea e Libia.

La nascita degli stati coloniali, sancisce la fine dell’imperialismo informale, inteso come dominanza economica, ed inizia l’occupazione territoriale da parte degli eserciti. 

La competizione tra le potenze europee per la conquista dell’Africa, provoca grande tensione, per evitare un nuovo scontro armato il cancelliere della Germania convoca nel 1884 la conferenza di Berlino. I nuovi confini dell’Africa, rimasti invariati per decenni, vengono tracciati seguendo semplici linee rette che non tengono conto delle caratteristiche sociali economici e culturali dei diversi popoli.

Con il pretesto di una missione civilizzatrice, i paesi europei inviano contingenti militari per occupare i territori dell’Africa subsahariana, abitati da poche tribù e formalmente appartenenti a nessuno. L’atteggiamento degli Europei verso la popolazione africana, si basa sulla convinzione che “bianchi” siano superiori alle popolazioni indigene. Le truppe coloniali, per incutere timore e sedare le ribellioni, ricorrono spesso a metodi spietati e atrocità che portano addirittura allo sterminio di interi popoli. La popolazione africana è esclusa dalle decisioni politiche, per cui spesso è ridotta alla povertà all’ignoranza e allo sfruttamento. Il colonialismo quindi porta ad un impoverimento dei popoli “neri” sia in termini economici, sia in termini culturali, di cui ancora pagano le conseguenze.

Tecnologia———-

La Belle Époque è legata a importanti invenzioni: L’illuminazione elettrica, le automobili, la radio, il cinema, il primo aereo e i raggi X.

È l’epoca della ghisa e del carbone, della produzione di massa e dei manifesti pubblicitari. 

L’invenzione tecnologica più emblematica, a mio avviso, è quella dell’aereo.

Nel 1903, i fratelli Wright, nella Carolina del Nord, fanno volare per pochi secondi il primo aliante dotato di un motore da 16 cavalli.  

Il primo volo ufficiale riconosciuto dall’Europa, avviene il 12 novembre 1906 con un aereo in grado di decollare autonomamente costruito dall’ingegnere Alberto Santos-Dumont.

I fratelli Wright titolari di un negozio di biciclette in Ohio, cominciano a studiare la meccanica del volo, tra il 1900 e il 1902 eseguono accurati esperimenti con gli alianti, i risultati poco soddisfacenti inducono i due fratelli a costruire una galleria del vento per fare una nuova serie di calcoli sul profilo dell’ala.

Progettano un terzo aliante aerodinamico, efficiente e controllabile, insieme al loro meccanico Charlie Taylor costruiscono un motore a benzina da 12 cavalli abbastanza leggero e affidabile, che montano su un biplano.

Nasce così il Wright Flyer, il primo veicolo a motore che vola alla fine del 1903 sfruttando il vento contrario.

Dopo un incidente nel luglio del 1905, i due fratelli raddoppiano la grandezza dei timoni e degli equilibratori e affidano il controllo dello svergolamento alare ad una leva a sé stante e realizzando il Flyer III che diventa il primo aereo veramente pratico in grado di volare per diverse decine di minuti mantenendo il pieno controllo.

Con queste ultime innovazioni, il 5 ottobre 1905 Wilbur Wright vola per 39 minuti e 24 secondi, raggiungendo un nuovo record.

In Europa il pioniere franco brasiliano Alberto Santos-Dumont, progetta un aereo con una configurazione di ali a scatola, carrello d’atterraggio e motore a scoppio di 50 cavalli.

I suoi voli suscitano molto interesse, hanno un ampio riscontro mediatico e contribuiscono in modo determinante alla diffusione della passione per il volo nell’Europa della “belle époque”.

Spinti dall’entusiasmo, i costruttori e i piloti di aeroplani fanno importanti passi avanti nel cammino verso il dominio dell’aria; infatti poco tempo dopo, gli aerei cominciano ad essere usati, non solo per il trasporto di merci e persone, ma anche per impieghi militari.

Il primo aereo italiano decolla dalla piazza d’Armi della Reggia di Venaria il 13 gennaio 1909,

il triplano progettato e realizzato dall’ingegnere Aristide Faccioli, vola ad una distanza di circa 60 m e a 5 m di altezza da terra.

Scienze. 

Tra le più grandi scoperte mediche fatte dagli scienziati nel periodo della “belle epoche”, ci sono sicuramente i vaccini. Questa parola viene coniata da Edward Jenner un medico di campagna inglese, che dal siero di una “vacca” scopre la “vaccinazione” contro il vaiolo, resa obbligatoria in Italia dal 1888 fino al 1981. 

Il successo ottenuto con la vaccinazione antivaiolosa, spinge i ricercatori a sperimentare vaccini per altre malattie infettive. 

Nello studio della tubercolosi e della rabbia si raggiungono importanti risultati, grazie al medico tedesco Robert Koch (scoprì che la tubercolosi non era una malattia ereditaria, ma provocata da un bacillo), e al biologo e chimico francese Louis Pasteur. 

Il ricercatore francese Pasteur usa per la prima volta il virus attenuato della rabbia, malattia non molto diffusa ma che inevitabilmente conduce alla morte. 

Il virus rabbico è contenuto nella saliva degli animali che contagiano le persone mordendole; ha un periodo di incubazione che può essere anche di diversi mesi. 

Pasteur intuisce che l’ambiente più favorevole al virus non è la saliva animale, ma il cervello, decide allora di creare il vaccino utilizzando parti di midollo. 

Egli preleva una parte di midollo da un coniglio morto a causa della rabbia, con un filo lo tiene sospeso in un flacone sterilizzato alla base del quale ci sono frammenti di potassa caustica che mantiene secca l’aria. 

Con il passare dei giorni il midollo si dissecca e il virus perde la sua virulenza; una volta divenuto inattivo, viene tritato nell’acqua pura e infine inoculato sotto la pelle dei cani. 

Questa terapia è sperimentata con successo su molti di essi. Il 6 luglio 1885 viene provata su un bambino di 9 anni che si era ammalato di idrofobia dopo essere stato morso da un cane con la rabbia. 

Dopo 12 iniezioni e un’attesa di circa due settimane, il ragazzo è completamente guarito. 

I benefici delle scoperte scientifiche e mediche del periodo della “belle époque” consentono una migliore qualità di vita, di salute e di igiene. 

Ieri come oggi, dobbiamo essere grati ai ricercatori scientifici che con competenza, impegno e passione scoprono nuovi vaccini volti a sconfiggere pandemie come il covid-19. 

In questo momento storico, anche noi ragazzi riflettiamo sulla necessità di vaccini e sull’importanza di collaborazione tra gli scienziati di diversi stati. 

Arte. 

Parigi è la capitale europea che meglio interpreta il periodo della “belle époque”. 

Durante questi anni di ricchezza e benessere è facile immaginare un futuro roseo. 

Nel 1889 in questa città si organizza l’”expo” più famoso di tutti i tempi, grazie all’illuminazione elettrica, la mostra è visitabile di sera e la musica del fonografo accompagna i visitatori. 

I padiglioni sono dedicati alle grandi invenzioni e sono realizzate strutture ingegneristiche come la torre Eiffel, ancora oggi simbolo di Parigi. 

Nel centro storico, l’urbanista Eugène Haussmann realizza dei grandi boulevard illuminati notte e giorno dove si ritrovano gli intellettuali e gli artisti del tempo. 

Utilizzando materiali nuovi come il cemento e il ferro, si afferma in questo periodo l’“art nouveau”: Uno stile elegante basato sulla decorazione, con linee curve e sinuose che danno vita a composizioni libere dagli schemi della simmetria. 

Questo nuovo stile impatta non solo sulle arti figurative ma anche sull’architettura e sull’arredamento; viene chiamato “art nouveau” In Francia, “modern style” in Inghilterra, “sezession” in Austria, “liberty” in Italia, “jugendstil” in Germania. In Spagna questo stile prende il nome di “modernismo” e si diffonde soprattutto a Barcellona, dove i caratteri dello stile europeo si arricchiscono del gusto decorativo della cultura araba con colori vivaci e brillanti. L’ispirazione nasce dalle forme della natura; piante, fiori, animali, che schematizzati dalla fantasia si ripetono con sfarzo e ricercatezza decorativa. 

L‘”art nouveau” con le sue linee ornamentali e dinamiche costituisce un autentico tentativo di ritorno alla natura e ad uno stile di vita sano. 

In questo nuovo contesto culturale nasce un rinnovato senso dell’indipendenza e dell’emancipazione femminile come dimostrano alcuni manifesti realizzati con la tecnica litografica. 

L’esponente più importante del modernismo catalano è l’architetto Anton Gaudi, quello più rappresentativo a livello europeo, è il pittore austriaco Gustav Klimt.

Motoria. 

Olimpiadi Parigi 1900. 

La diffusione dell’industrializzazione e le nuove scoperte scientifiche consentono una vita più comoda nelle attività quotidiane e lasciano maggior tempo libero da dedicare allo sport. 

La manifestazione sportiva più importante in questo periodo è la seconda Olimpiade che si tiene a Parigi dal 14 maggio al 28 ottobre del 1900, nello stadio “velodrome de Vincennes”. 

Partecipano 28 paesi con 997 atleti. Il barone De Coubertin, ispiratore dell’introduzione dei moderni giochi olimpici del 1896, durante il congresso, propone che i giochi del 1900 si tengano nella stessa città dove avverrà l’esposizione universale e cioè nella capitale francese. 

Per la prima volta possono gareggiare anche le donne, già escluse nei primi giochi olimpici, perché ritenute da De Coubertin inferiori agli uomini. 

La campionessa olimpica Charlotte Cooper vince la prima medaglia d’oro nel gioco del tennis. Possono partecipare solo gli atleti professionisti e le competizioni si tengono solamente la domenica, cosa che suscita la protesta dei partecipanti statunitensi. 

A causa dell’associazione delle Olimpiadi con l’expo, non vengono realizzate né la cerimonia di apertura né quella di chiusura dato che i finanziamenti del governo francese sono piuttosto esigui. Per la prima e unica volta nella storia delle Olimpiadi, compaiono i “salti equestri in alto e in lungo”, il nuoto ad ostacoli, il cricket e il tiro al piccione vivo. La nazione che consegue il maggior numero di vittorie è la Francia seguita da Stati Uniti e Gran Bretagna. L’Italia si classifica all’ ottavo posto dopo la Germania e il Belgio. La maggior parte dei vincitori non riceve medaglie, ma coppe e trofei di varia natura.  

Africa.

L’Africa ha la forma di un triangolo con la base di 8 al nord il vertice rivolto al sud compresa quasi interamente tra due torri in cui prevalgono i climi caldi. Le uniche zone a clima temperato di tipo Mediterraneo si trovano lungo la fascia Costiera Marocco Algeria Tunisia e parte della Libia. La fascia stretta e lunga presenta coste alte e rocciose a ovest più basse a est in corrispondenza dell’ampio delta del Nilo. Il clima temperato favorisce la crescita della macchia mediterranea con uliveti e palmeti, l’area è la più favorevole agli insediamenti umani infatti è anche la più popolata. Il grande continente è bagnato est dal Mar Rosso e dall’ Oceano Indiano, a ovest dall’atlantico a nord dal Mediterraneo. Lo stretto di Gibilterra e il Canale di Suez separano l’Africa, rispettivamente da Europa e Asia. Le zone desertiche sono molto vaste Sahara, Namib e Kalahari, occupano insieme più di un terzo del continente. La siccità del suolo dipende sia dalle scarse precipitazioni, sia dall’ elevato grado di evaporazione; le temperature possono superare i 50 gradi centigradi. Le poche piante presenti hanno fusti capaci di immagazzinare acqua e radici che arrivano a grande profondità; anche la fauna è povera, ma dotate di grandi capacità di adattamento. Nella zona tropicale che si estende a Nord e a Sud dell’equatore, le temperature sono elevate, con precipitazioni stagionali che danno vita all’ambiente della savana fatto di erba ed alberi ad alto fusto come il baobab e l’acacia. Qui vivono erbivori di notevoli dimensioni, zebre, antilopi, giraffe.

Nell’immenso territorio dell’Africa centrale il clima è tropicale, umido con precipitazioni abbondanti che favoriscono lo sviluppo della foresta pluviale. Solo sulle cime più alte come il Kilimangiaro il clima molto caldo si attenua, in questo territorio troviamo stambecchi e babbuini. A causa delle condizioni climatiche e ambientali, l’Africa ha una bassa densità abitativa (35 abitanti per km2), ma la popolazione continua a crescere e circa un terzo degli abitanti ha meno di 15 anni d’età. L’etnia a prevalente è quella araba, l’arabo è la lingua più parlata, la religione principale è l’islamismo. L’Africa è il continente più povero della terra, ha poco risentito dei processi di globalizzazione e di sviluppo economico, questo causa una forte emigrazione verso l’Europa. Decine di migliaia di migranti provenienti dai paesi dell’Africa centrale cercano altrove condizioni di vita più accettabili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *