Anonimi

L’educazione prima di tutto vuole che tra interlocutori ci si conosca dichiarando almeno le proprie generalità (omissis)…Gli anonimi sia che lancino sassi o che scrivano lettere, prima di essere criminali o imbecilli, sono sempre cafoni senza attenuanti. Non c’è bisogno di nascondersi o di non firmare se si è convinti delle proprie ragioni; scoprire il proprio volto e guardarsi negli occhi sono le prime condizioni di un dialogo e di un confronto anche serrato; fare altrimenti è comunque disonorevole pur nell’eventualità di avere tutte le ragioni del mondo. Troppo comodo accusare senza qualificarsi; non è solo cattiva educazione è oltretutto carenza di intelligenza e di strategia, è infatti una mossa perdente.

Riccardo Ceccarelli

A piedi scalzi pag. 27



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