Il vaccino Covid AstraZeneca è pericoloso?

La domanda è pienamente giustificata e probabilmente presente nella testa di molti cittadini, visto l’allarmismo che circola e la reazione di diversi stati che hanno sospeso per il momento la somministrazione di questo vaccino.

Ho parlato di “allarmismo” e non di “allarme”, perché personalmente sono convinto che si tratti di una reazione inopportuna nei confronti di un ritrovato efficace e nell’insieme statisticamente sicuro come gli altri. A mio avviso questa reazione un po’ isterica produce solo effetti deteriori come:

  • Un incremento dannoso della sfiducia nei confronti della profilassi vaccinale
  • Un rallentamento dei piani vaccinali che, ovviamente, prevedono anche il ricorso al vaccino di AstraZeneca

L’immagine qui sotto, ottenuta per estrapolazione dai dati attuali, mostra come questo vaccino rientri massicciamente nell’attuale pianificazione europea della lotta contro Covid-19. Si capisce che mettere i bastoni tra le ruote di tale programmazione possa comportare complicazioni non da poco, specie dopo le difficoltà logistiche che si sono profilate (e in merito alle quali resto comunque ottimista, anche per le pressioni esercitate da UE sulle case).

Un lato positivo della faccenda è che le autorità si dimostrano molto sensibili alla materia e non mancano occasione di attivarsi per eseguire tutti i controlli del caso. Devo dire per altri versi che questa attenzione potrebbe essere indotta anche da questioni politiche, ovvero per rassicurare la popolazione e ottenere consensi da essa, piuttosto che critiche per superficialità o irresponsabilità. In effetti, suppongo che le autorità dei vari paesi siano per lo più convinte che il vaccino di AstraZeneca non implichi particolari rischi per la salute.

Diverso è il discorso per la popolazione che sicuramente ha molti più dubbi, spesso fomentati dai media che esaltano ogni particolare pur di attirare lettori o spettatori. Siccome però la popolazione è quella che vota ed elegge i propri rappresentanti, ecco che i responsabili politici si sentono subito chiamati in causa. Il grafico qui sotto illustra le percentuali di persone interrogate in campioni di cittadinanza che vorrebbero cambiare i vari vaccini indicati.

Come si vede, AstraZeneca non gode al momento di buone credenziali presso il pubblico. Fa eccezione il Regno Unito dove il vaccino è nato ed è stato sviluppato. A mio modesto avviso, questa è la reazione più saggia nell’ambito delle popolazioni europee. Spicca invece l’emotività della Germania (dove esistono molti novax) e quella dell’Italia. Questo fa specie, perché in Italia l’adesione ai piani vaccinali è da sempre buona e lo scetticismo è minore che in altre nazioni, essendo concentrato più che altro nelle zone trentine.

In Svizzera (anche qui gli scettici sui vaccini sono ben il 50% della popolazione) la “cattiva reputazione” di quel vaccino ha condotto le autorità a decidere di venderlo. A mio avviso è una decisione errata (come considerato da alcuni virologi svizzeri), ma anche una buona occasione per altri di comprarlo, specie se a prezzo ribassato.

Mi asterrò dal fare considerazioni dietrologiche o cospirazionistiche non comprovabili sulle eventuali ragioni del discredito gettato su questo prodotto; se ne possono produrre a bizzeffe, il che è come non dire alcunché di utile. Può darsi che tra qualche giorno salteranno fuori delle cosiddette “morti sospette” anche per altri ritrovati vaccinali. Lungi da me l’idea di polemizzare e di citare complotti di un tipo o dell’altro, mi limiterò qui a un paio di semplici considerazioni di buon senso relativamente alla domanda posta. Per semplicità, concentriamoci solo sull’Italia.

Ogni anno muoiono in Italia per le più disparate cause una quantità di persone che formano un’intera città di grandi dimensioni. Nel 2020 sono deceduti 746.146 soggetti, il che significa 2044 morti al giorno.

La popolazione italiana attuale ammonta a 60.317.000 milioni di cittadini. Pertanto i morti quotidiani di cui sopra sono 1 su 33.888. Al momento le dosi somminstrate sono 6.610.347. Da ciò risulta che oggi (data di questo post) circa l’11% della popolazione ha ricevuto almeno un’iniezione. Il calcolo non distingue tra prima e seconda dose, ma risulta abbastanza preciso. Infatti, si può verificare che circa il 3,3% della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi e circa 7,8% solo la prima iniezione.

Il grafico delle somministrazioni giornaliere nel tempo, iniziate a fine dicembre 2020, è quello sotto riportato:

La correlazione evidenziata (impropriamente) dai media tra i decessi e la vaccinazione col prodotto di AstraZeneca risale agli ultimi quattro giorni circa. Si vede che in quei giorni la somminstrazione ammonta a circa 60.000 dosi giornaliere. Una media di circa 120.000 dosi compete invece al prodotto di Pfizer/BioNTech. I vaccinati quotidiani col prodotto Moderna sono una minoranza, circa 10.000. Abbiamo in totale circa 760.000 vaccinati nei quattro giorni del presunto effetto deleterio del vaccino.

I soggetti vaccinati con Pfizer/BioNTech sono il 63%, quelli con AstraZeneca il 32% e quelli con Moderna il 5%. Abbiamo visto poc’anzi che si contano 2044 morti quotidiane in Italia per motivi di ogni tipo (incluso Covid-19). Su quattro giorni dovrebbero dunque essere 8176. Proviamo a spalmarle sulle percentuali dei vaccinati.

Questi sono l’11% della popolazione. In questa categoria dovrebbero dunque ricadere 900 morti all’incirca. Il 63%, cioè circa 570 decessi, dovrebbero ricadere nella categoria Pfizer/BioNTech. Il 30%, cioè 270 decessi, dovrebbero competere alla categoria AstraZeneca. Il 5%, cioè 45 decessi, dovrebbero rientrare nel gruppo Moderna.

Quante persone sono morte dopo aver ricevuto la profilassi vaccinale col prodotto “incriminato” in Italia negli ultimi quattro giorni? Non ho dati a disposizione, ma oggi si parla di 5 persone decedute per cuase “sospette”. In sostanza, se spalmassimo omogeneamente le morti quotidiane d’Italia sull’aliquota di cittadini che hanno ricevuto il vaccino di AstraZeneca dovremmo aspettarci una media di 270 morti consuete al giorno, invece, dopo la scrematura dei media, ne abbiamo 5 sospette.

Si dirà: si ma il campione di vaccinati non è rappresentativo della popolazione italiana. Questo è vero. Infatti, i decessi totali annuali della nazione riguardano soprattutto persone anziane, mentre i cittadini designati per ricevere il vaccino AstraZeneca non sono persone particolarmente a rischio, come invece nel caso della profilassi con Pfizer/BioNTech. Si veda la grafica qui sotto che illustra il piano vaccinale italiano in quattro fasi temporali:

La platea di cittadini da vaccinare col prodotto incriminato non è dunque rappresentata da individui particolarmente esposti a rischio sanitario, perché non sono coinvolte persone anziane. In effetti, il vaccino non era stato testato fino in fondo nei soggetti con più di 55 anni, il che ha indotto alcuni decisori politici a non impiegarlo sugli anziani. Nessuno esclude però che tra questi soggetti siano presenti ipertesi, cardiopatici, obesi, diabetici o altri soggetti con comorbilità varie. Non è però questo il punto della questione.

Il fatto critico è invece che su questo campione è più semplice effettuare controlli. Ebbene, due autopsie sono già state effettuate ed è stato già affermato (anche se la documentazione non è ancora disponibile) dai patologi che non è stato riscontrato alcun effetto dannoso sull’organismo riconducibile al vaccino AstraZeneca. L’Aifa ha da parte sua escluso un nesso di causalità tra le morti in oggetto e quella specifica vaccinazione.

Si aspettano gli esiti, che arriveranno a breve, delle altre autopsie. Scommetterei sul risultato. Volendo proprio fare i pessimisti, abbiamo comunque a che fare alla data di oggi con 3 casi residui, cosiddetti “sospetti”, contro una media di 270 attesi.

Dobbiamo considerare che l’incidenza di decessi è decisamente ridotta nel campione e che quindi presenta inevitabilmente oscillazioni non lievi nel corso del tempo. Potrebbe quindi succedere che nei prossimi giorni si annoverino ben più di 5 decessi tra i vaccinati con Astrazeneca. Tuttavia, per quanto i morti statistici possano variare nel corso dell’anno, per quanto le fasce d’età facciano una differenza, per quanto i calcoli illustrati siano grossolani, mi sembra che la disparità negli ordini di grandezza parli chiaro:

3 casi sospetti riscontrati in un arco temporale di quattro giorni contro 270 totali attesi!

Mi sembra che questo dato porti a ritenere davvero irrazionale un timore che quel vaccino sia all’origine di eventi tromboemolitici, di infarti o di quant’altro possa minare la sopravvivenza di un vaccinato.

Gli effettivi problemi con i vaccini esistono, nulla è sicuro al 100% a questo mondo, nemmeno in ambito farmacologico. Tuttavia, i casi problematici con i vaccini sono rarissimi nell’esperienza medica. Essi vanno solitamente ricondotti alla reazione di pazienti iperallergici, alla contaminazione del preparato da parte di batteri o alla presenza accidentale di piccole particelle di vetro nella dose. Gli esperti escludono che sia questo il caso (in effetti certi batteri possono provocare la formazione di coaguli disseminati).

Ricordiamo poi che il rischio di un vaccino va paragonato al rischio che compete a una mancata vaccinazione, tanto a livello individuale quanto a quello collettivo. Il primo rischio è di interi ordini di grandezza inferiore al secondo.

Nel Regno Unito sono state somminstrati 17 milioni di dosi col vaccino AstraZeneca, anche agli over 55, e non è stato segnalato alcun problema riconducibile al vaccino che fosse inerente alla formazione di coaguli, al tromboembolismo polmonare, alla trombosi venosa profonda, alla trombocitopenia e nemmeno a patologie di altra natura.

A livello europeo abbiamo 30 casi di eventi trombotici su 5 milioni di dosi iniettate. Un numero minimo e perfettamente in sintonia con la casistica dei trial eseguiti dalla casa farmaceutica. Naturalmente, nemmeno questi casi riscontrati nei test o, poi, a livello di profilassi europea implicano che sia stato il vaccino a causare il problema trombotico. Sono evenienze che fanno parte della statistica.

Questo vuol dire anche che nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi dobbiamo aspettarci altri morti che seguono a una vaccinazione o all’altra. Si tratta di una circostanza data dal gioco del caso, cioè dall’immancabile presenza di decessi che si distribuiscono nel tempo, indipendentemente dalla pratica vaccinale. Alcuni di questi eventi compaiono a ridosso dell’iniezione. Un fatto normale.


Insomma, a che si deve tutto questo can-can su AstraZeneca? Posto che il principio di precauzione impone sempre i dovuti controlli e che questi debbano essere effettuati a dovere e resi pubblici, io farò un’affermazione che potrà apparire antipatica a taluni, ma di cui sono convinto; e sono anche sicuro di essere in buona compagnia di diversi studiosi. Il fatto è che molte persone che sollevano polveroni inutili, a digiuno di cognizioni scientifiche, ancora non accettano quanto segue:

Correlazione non significa causalità

La gente muore tutti i giorni e alcune persone muoiono dopo essersi vaccinate. Ma questo non vuol dire che quelle persone siano decedute per colpa del vaccino. L’unica realtà sicura è che siano morte dopo il vaccino, a distanza di un intervallo di tempo più o meno lungo. Punto. “Dopo” non vuol dire “a seguito di”.

La formazione di coaguli nel sangue che possono anche rivelarsi letali è purtroppo una realtà diffusa, ancorché per fortuna minoritaria. Non fa specie che essa possa presentarsi anche in un certo numero di vaccinati. Quel numero, al momento, si è però dimostrato persino minore delle attese.

Il grafico qui sopra è un esempio classico del discorso qui condotto. Una linea mostra l’andamento negli anni del numero di apparizioni di Nicolas Cage nei film, l’altra l’andamento negli stessi anni del numero di annegati in piscina. I due andamenti hanno una buona correlazione, ma questo non significa affatto che un fenomeno sia all’origine dell’altro. A meno di non avere qualche rotella fuori posto.

Usando la correlazione possiamo mettere a confronto le più disparate dinamiche nei più disparati contesti e con le più disparate intenzioni. Si tratta di un tentativo spesso utilizzato anche da chi “gioca sporco“, ovvero da chi vuole dimostrare una tesi senza avere realmente argomenti forti a suo favore. Ma questo non implica ancora che stiamo costruendo una teoria atta a prevedere qualcosa, come per esempio un incremento di decessi legati al ricorso al vaccino AstraZeneca.

Quello che possiamo invece prevedere con una certa verosimilgianza – data la pianificazione e i contratti in essere – è che se i timori sul vaccino AstraZeneca sono infondati (come ritengo), ebbene l’impedimento prolungato al suo uso causerà una serie di mancate profilassi e quindi di morti che, invece, sono evitabili.

Che si aspettino i dovuti controlli, ma che non si perda troppo tempo sotto l’influsso dell’emotività!


P.S.

Chiarisco un punto a posteriori. Un utente ha fatto un commento errato, ma la confusione (statistica) mi ha fatto venire in mente che il mio post potrebbe essere equivocato. Vorrei quindi prevenire la circostanza. Forse, per maggior chiarezza era il caso di specificarlo prima.

Il numero di decessi segnalati dai media dopo verifica autoptica è di 3 casi di morti “sospette” contro 270 attese nel gruppo AstraZeneca, con i dati aggiornati alla data del post. Naturalmente, le statistiche su lassi di tempo brevi e con minoranze estreme possono essere ballerine. Va però tenuto in considerazione un altro aspetto.

A prescindere dalle oscillazioni che pure contano, 3 casi su 270 possono sembrare perfino troppo pochi. Perché è così? Il fatto è che i media cercano di segnalare ad effetto casi che “potrebbero” essere ricondotti al vaccino per una ragione o l’altra (coagulopatia, infarto, reazione anafilattica, infiammazione acuta, ecc). Pertanto, escludono tutte le morti chiaramente indipendenti: morti violente, malattie gravi pregresse, intossicazioni, ecc. Si capisce che con questa scrematura i morti si riducono.

Bisogna dunque ricordare che stiamo confrontando 270 morti totali attese e consuete che avvengono per svariate cause nel gruppo di AstraZeneca con 3 morti ritenute “sospette”, anch’esse a eziologia indefinita. La coagulopatia è solo una causa indicata, anche se al momento pare la più esaltata. I trombi sono peraltro una causa di morte a incidenza non irrilevante anche tra persone sane e non anziane.

Ora, su 270 morti totali consuete 3 non hanno ancora una causa che con certezza possa essere ritenuta indipendente dal vaccino. A me sembra proprio che si tratti di un fattore che non dovrebbe in alcun caso allarmare. Abbiamo insomma 1% di casi ritenuti “sospetti” solo perché non sono morti violente, da intossicazione, ecc.

Spero sia chiaro.


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